SPENDING REVIEW: indispensabili correzioni alla spending review per l’autorevolezza delle amministrazioni

Roma, 24 luglio 2012 – COMUNICATO STAMPA: Proprio mentre approda alle Camere il decreto legge sulla spending review e si fanno insistenti le voci su una approvazione a colpi di fiducia, diventa urgente discutere nel merito il complesso delle misure prese ed intervenire, sia pure chirurgicamente, per evitare errori macroscopici che porterebbero ad un danno all’Amministrazione ed alla collettività. “Ci rendiamo perfettamente conto dell’urgenza di approvare le misure che il Governo propone, soprattutto in un momento in cui si sta faticosamente cercando di uscire dalla difficile fase che il Paese sta vivendo. E proprio perché l’Italia sta compiendo grandi sforzi per riguadagnare terreno, crediamo siano necessarie alcune correzioni, almeno per misure che ci sembrano non sufficientemente meditate e derivanti da valutazioni guidate dall’emergenza”, dice Alfredo Ferrante, Presidente dell’Associazione degli ex allievi della Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione (SSPA).

“Abbiamo avuto modo di fare le nostre proposte, ribadite recentemente in un affollato convegno assieme ad altre sigle sindacali ed associative, fra le quali Unadis e AGDP, ma auspichiamo che in Parlamento si metta mano ad almeno due interventi urgenti, fra i tanti, che riteniamo utili per contribuire a rendere la P.A. leva di sviluppo per il Paese.

In primo luogo – continua Ferrante – cogliere l’occasione per cancellare la norma che prevede la dirigenza fiduciaria di nomina politica, che, senza concorso, continua ad occupare i posti di maggiore rilevanza strategica e più forte peso decisionale nelle scelte di spesa pubblica. Il tutto con costi diretti e indiretti esorbitanti per le casse dello Stato. Tanto più che nel decreto viene previsto uno spoils system una tantum per la dirigenza esterna nella sola Presidenza del Consiglio, disposizione già dichiarata in passato incostituzionale dalla Corte: una vera e propria perversione nella perversione”. “Inoltre – conclude Ferrante – non si comprende perché il decreto sospenda fino al 2015 i concorsi pubblici per dirigenti generali nei ministeri e negli enti, una novità che rappresentava una vera e propria rivoluzione, sottraendo di fatto al vertice politico la totale discrezionalità nella scelta della dirigenza apicale e riducendo di molto rischi di fidelizzazione e parzialità. Se l’obiettivo è quello di conseguire un magro risparmio per qualche concorso che non viene tenuto, chiediamoci quale sia la perdita per l’amministrazione e i cittadini in termini di solidità e autorevolezza della macchina dello Stato. Insomma, merito, trasparenza e competenza non sono un mero accessorio della vita di un’amministrazione, ma devono costituirne la parte fondante, soprattutto oggi che viviamo una crisi economica e politica profonda”.

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